venerdì 20 luglio 2012
Nei prossimi giorni il tempo diverrà instabile
martedì 17 luglio 2012
Per i prossimi giorni continuerà il bel tempo con temperature nella norma
venerdì 13 luglio 2012
Temperature in aumento domani; crollo termico da lunedì.
martedì 10 luglio 2012
Ancora molto caldo per i prossimi giorni, poi le cose potrebbero cambiare
giovedì 2 febbraio 2012
Nevicherà a Cagliari?

Qualche sito e qualche giornale già dai ieri davano per certi la neve nel nostro capoluogo, ma è bene non illudersi troppo. Le probabilità che possa nevicare a Cagliari ci sono e direi che sono anche piuttosto buone tra la notte di sabato fino a lunedì; come spesso capita, il freddo da neve sarà presente anche da noi, ma non è altrettanto sicuro che ci siano le precipitazioni. I modelli faticano a capire come reagirà il mediterraneo quando un nocciolo gelido di -35 gradi alla quota di 5000 metri, entrerà nel mare nostrum, con valori di -10 gradi a 1350 metri. Nel febbraio 2010 la neve scese in città soltanto per pochi istanti e non riuscì ad accumulare non per la mancanza del freddo, ma bensì perché mancarono le precipitazioni; verso le 6 di quel freddo mattino di due anni fa, la temperatura registrava zero gradi e il radiosondaggio segnava circa -6 gradi alla quota di 1350. Quell’aria fredda discese direttamente dal polo, ma nel suo viaggio si miscelò con l’aria umida atlantica e arrivò da noi sotto forma di aria artico-marittima. Questa volta invece l’aria giunge direttamente dalla Russia e arriverà sotto forma di aria continentale; questo elemento ai più poco importante è invece importantissimo per la neve nella nostra città. La differenza tra aria marittima e continentale sta tutta nel suo peso; l’aria artico-marittima essendo più leggera scende difficilmente fino al suolo e, se non ci sono precipitazioni, il calo termico sarà moderato, ma non fortissimo. Soltanto con la pioggia l’acqua riesce a trascinare verso il basso l’aria fredda, trasformandosi via via in neve a quote sempre più basse. L’aria continentale invece è molto più pesante e anche in presenza di cieli sereni, il freddo arriva senza problemi fin sulle coste, facendo abbassare notevolmente la temperatura. Tornando quindi alla situazione attuale, se come previsto, la temperatura a 1350 metri dovrebbe scendere al di sotto dei -6, -7 nella notte tra sabato e domenica, la temperatura al suolo toccherà senza problemi gli zero gradi e qualsiasi cosa cadrà dal cielo non potrà che essere neve. Un’altra differenza rispetto al 2010 è che il freddo durerà molto di più e sembrerebbe che fino a martedì tutta la Sardegna abbia possibilità di osservare la dama bianca fino in pianura; aumentano così ancor di più le probabilità di assistere a precipitazioni nevose nel nostro capoluogo, anche se personalmente vedo la maggior possibilità di nevicate tra la sera di sabato e la mattina di domenica. Purtroppo come detto prima i modelli faticano ad inquadrare dove pioverà esattamente, ma è abbastanza probabile che si formino nuclei perturbati pronti a regalare rovesci nevosi fin sulle coste. Comunque vadano le cose la Sardegna vivrà giornate gelide poichè il freddo è assicurato. Dalla giornata di sabato, fino a mercoledì, si vivranno molto probabilmente i 5 giorni più freddi degli ultimi 30 anni e le massime faticheranno ad arrivare a 5 gradi anche nelle località costiere, mentre nelle zone interne la temperatura non supererà gli zero gradi. In queste ore nevica a Nuoro e in tutta la Barbagia; più a nord sono segnalate nevicate al di sopra dei 500 metri e in serata l’ulteriore afflusso d’aria fredda porterà la neve anche a Sassari. In provincia di Cagliari ha nevicato stanotte a Mandas e dalla nottata tornerà a nevicare in molti paesi; da domani sera i monti circostanti la città si tingeranno di bianco. Nel 1956, nel 1985 e nel 1993, la neve per la nostra città non fu mai prevista con certezza e anche questa volta, nonostante sussistano le possibilità, non può essere data per sicura. Non è certo frequente vedere una delle città più calde d’Italia e a soli 300 chilometri dal continente africano e per giunta che si affaccia sul mare, ricoperta da una spessa coltre nevosa; però qualche volta è successo e anche in questa occasione le possibilità sono molto buone. Non mi resta che darvi appuntamento a sabato per le previsioni più dettagliate su questa (forse) storica ondata di gelo.
mercoledì 4 gennaio 2012
Il non inverno 2011 e la possibile svolta dalla metà di gennaio

L’anno appena trascorso sicuramente non verrà ricordato come un anno con molta pioggia, molto freddo e nevicate a quote basse; dal primo gennaio al 31 dicembre 2011, ben poche irruzioni fredde sono giunte sulla nostra isola, ma anche sull’intera penisola e raramente, se non per brevi momenti, la neve ha potuto imbiancare le colline e qualche tratto pianeggiante. Come ben ricorderete ben altra cosa era stato il 2010, non solo in termini di freddo, ma anche di pioggia e neve che, a fasi regolari colpirono tutta Italia. Le cause che hanno reso il 2011 così avaro di precipitazioni e di freddo sono sostanzialmente due: l’intensità del vortice polare e le alte pressioni, che mai hanno abbandonato il continente europeo.
Prima di addentrarci sulle conseguenze dell’intensa velocità del vortice polare e sulle alte pressioni, è bene spendere due parole su di loro. L’alta pressione o anticiclone è indice di bel tempo; quando un campo di alta pressione giunge sul nostro territorio, i venti si placano, le nubi si disgregano e il sole domina quasi sempre incontrastato. Il vapore acqueo presente nell’aria non riesce a salire verso l’alto, poiché l’anticiclone inibisce i movimenti dell’aria; in questo modo il vapore acqueo non incontrando l’aria fredda presente ad alte quote non si condensa e non genera nessuna nuvola. Sotto il dominio dell’alta pressione inoltre, anche in alta quota, molto raramente refoli d’aria fredda riescono a penetrarlo. Al contrario, in un campo di bassa pressione, l’aria è spinta dal basso verso l’alto e l’aria fredda è attirata al suo interno; grazie a questi due fondamentali fattori, il vapore acqueo non avrà problemi a salire verso l’alto, scontrarsi con l’aria fredda e dare così origine alle formazioni nuvolose e ai vari tipi di precipitazione. Il vortice polare non è altro che una grandissima zona di bassa pressione che gira su stessa da ovest verso est; maggiore sarà la forza centrifuga, maggiore sarà l’elevazione di latitudine, al contrario, minore sarà la velocità con cui ruota, maggiore sarà la possibilità che le basse pressioni scendano di latitudine. Durante l’autunno e l’inverno, la pioggia che arriva sulla nostra penisola, giunge grazie al nastro trasportatore del vortice polare, che rallentando e scendendo di latitudine, porta ad intervalli regolari, un treno di perturbazioni in tutto il continente. Nel corso di quest’autunno però, il vortice polare ha continuato e continua tutt’ora a viaggiare a gran velocità ad alte latitudini e su di noi, solo raramente, sono giunte precipitazioni e qualche refolo d’aria fredda. L’alta pressione delle Azzorre poi non aiuta di certo le cose; ricoprendo la Francia occidentale e l’intera Spagna, fa da barriera alle poche perturbazioni che riescono a scendere di latitudine, spingendole in adriatico e soprattutto nei Balcani. Per questo motivo nel corso di ottobre e novembre, le poche precipitazioni avute provenivano da est, da oriente, unico varco scoperto, in cui i fronti perturbati potevano senza troppe difficoltà giungere sul Mediterraneo. Nel corso di dicembre il vortice polare ha iniziato a far intravedere i primi segnali di crisi e rallentando ha permesso la prima irruzione artica della stagione; fortunatamente, anche se la direzione è rimasta sempre abbastanza orientale, sempre a causa della disposizione semipermanente dell’anticiclone delle Azzorre nella penisola iberica, le precipitazioni e il freddo sono stati tali da regalare fiocchi bianchi in diverse zone dell’isola fino a quote di bassa collina. Dal 20 di dicembre, data della prima irruzione, si sono susseguite altre discese fredde, ma sempre a causa dell’alta pressione, queste hanno continuato a prediligere le regione adriatiche e soprattutto i Balcani. Ecco che, giunti ai primi di gennaio, i modelli meteo continuano a prevedere per altri 7 giorni discese fredde orientali, con la prossima perturbazione che lambirà l’Italia, portando un deciso, ma momentaneo abbassamento delle temperature, qualche nevicate negli Appennini e cieli azzurri sulla nostra isola. La Sardegna è senz’altro una delle regioni italiane, insieme al nord ovest, più svantaggiate in termini di freddo e precipitazioni a causa dell’avvicinanza con il mostro anticiclonico. La possibile svolta però potrebbe non essere così lontana: infatti, secondo gli indici tele connettivi, tra circa dieci giorni il vortice polare rallenterà bruscamente e come un fluido che rimane attaccato nella parte alta di una sfera a causa dell’alta velocità, con l’improvviso rallentamento, tenderà a scendere sempre più verso il basso. In concomitanza con questo evento, l’alta pressione dovrebbe finalmente abbandonare le aride terre spagnole e volare verso nord, lasciando l’intera Europa occidentale, Italia compresa, in balia delle perturbazione e delle imminenti discese di aria gelida. Mancano ancora diversi giorni da questo scenario, ma tornerò ad aggiornarvi nei prossimi giorni.
Nella giornata di domani le previsioni dettagliate per la festività dell’epifania.
giovedì 20 ottobre 2011
Fine settimana molto variabile; nuovo calo termico da domani
Negli ultimi giorni le configurazioni bariche di tutta Europa hanno subito una notevole trasformazione; l’Anticiclone delle Azzorre, per circa due mesi, è rimasto posizionato tra l’Italia, la Francia e la Spagna e ha protetto quasi tutto il continente dalle scorribande dei fronti perturbati. Da qualche giorno invece, l’anticiclone, ha deciso di migrare verso nord, lasciando scoperto il suo fianco occidentale; in questo modo le perturbazioni atlantiche riescono senza grandi problemi ad arrivare sulla nostra regione e nelle previsioni a breve, medio e lungo termine, si vedono continue masse perturbate che andranno ad impattare verso la nostra isola . Dopo le celle temporalesche che hanno colpito la Sardegna occidentale ed il cagliaritano, il tempo cercherà velocemente di rimettersi, ma sarà solamente un miglioramento temporaneo; nel corso del weekend si formeranno numerosi rovesci, soprattutto sulla Sardegna orientale e meridionale, mentre dove non pioverà, il cielo risulterà spesso solcato da nubi. Dopo questo assaggio di brutto tempo, una vera e propria perturbazione dovrebbe raggiungere la nostra isola a partire da lunedì, arrecando un forte peggioramento su tutte le zone. Per quanto riguarda le temperature invece è bene sottolineare che da stanotte scenderanno nuovamente e domani il calo termico sarà sensibile; nessuna località varcherà la soglia dei 18- 19 gradi. Le previsioni sul lungo termine, vedono ad oggi un ponte dei Santi bagnato, ma su questo torneremo nei prossimi aggiornamenti. Ecco le previsioni dettagliate fino a martedì 25 ottobre.
Questo pomeriggio il cielo si presenterà poco nuvoloso su quasi tutta l’isola e in serata il vento di maestrale soffierà in maniera moderata o forte, trasportando con se aria sempre più fredda. Le temperature già in serata scivoleranno velocemente sui 15 gradi e in nottata la colonnina di mercurio sfiorerà i 10 gradi sulle coste. Nella giornata di domani, venerdì 21 ottobre, il cielo sarà poco nuvoloso al mattino sui settori occidentali, mentre su quelli orientali ci saranno più nubi; nel pomeriggio si svilupperanno diversi rovesci e temporali su tutte le zone orientali, mentre nei restanti settori ci sarà solo un aumento della copertura nuvolosa. Le temperature caleranno ancora e se in montagna difficilmente si supereranno i 14 gradi di massima, sulle coste non si varcheranno i venti gradi. Le minime scenderanno fino a 5 gradi sulle zone interne, mentre sulle coste dovrebbero attestarsi sugli 11 gradi. Il vento di maestrale ruoterà durante la mattinata a grecale e soffierà in maniera moderata. Sabato mattina, il vento orientale, farà affluire altra aria fredda sulla Sardegna, portando in questo modo ad un’ulteriore discesa termica; le minime rimarranno stazionarie a causa del cielo coperto che non permetterà l’inversione termica notturna, mentre le massime scenderanno di un paio di gradi e in nessuna località si supereranno i 18 gradi. Durante le prime ore del mattino non si escludono deboli piovaschi sulla Sardegna meridionale, mentre nel pomeriggio rovesci e temporali si svilupperanno sui settori orientali e nel Sulcis-Iglesiente. Soltanto sul sassarese il tempo dovrebbe essere migliore e si avranno anche ampi spazi soleggiati. La giornata di domenica vedrà un cielo spesso coperto e nel pomeriggio piovaschi sparsi potrebbero colpire anche il cagliaritano, mentre sui monti i rovesci potrebbero risultare anche intensi. I venti continueranno a soffiare da nord-est e le temperature non subiranno variazioni di rilievo. Lunedì mattina il cielo verrà solcato da numerose nubi di passaggio e il forte vento di levante annuncerà l’arrivo della perturbazione atlantica. Già durante la mattinata non si escludono piogge sulla Sardegna occidentale e meridionale, poi dal pomeriggio avverrà il netto peggioramento, con rovesci e temporali che investiranno tutta la nostra regione da ovest ad est. A causa dei venti meridionali le minime e le massime si alzeranno leggermente. Durante la nottata le piogge continueranno a bagnare la Sardegna e il martedì mattina inizierà sotto un cielo coperto con pioggia moderata. Nel pomeriggio il tempo migliorerà e le precipitazioni si arresteranno sempre a partire dai settori occidentali.
A causa di alcune differenze riscontrate nei modelli matematici per i prossimi giorni, rimandiamo ad un ulteriore aggiornamento nella giornata di domenica. Anche se nelle prossime 72 ore la previsione su questo peggioramento dovesse in parte cambiare, la cosa più importante è che la porta dell’atlantico si è aperta e la stagione delle piogge può avere finalmente inizio.